Venerdì 18 Gennaio 2019

Stanziati i fondi per un nuovo ingresso al Parco La Mandria, ma non si trovano le risorse per risarcire i danni causati dai cinghiali

Novità alla Mandria: a Robassomero, sulla direttissima, sarà costruito un grande ingresso al Parco all’altezza di Cascina Oslera. I lavori, già iniziati, prevedono che dopo l’abbattimento di parte del muro si costruisca una cancellata per agevolare l’arrivo dei turisti alla Villa dei Laghi. Un primo intervento per la sistemazione della struttura, utilizzata anche come location di film, è a carico della Regione che ha stanziato 2,5 milioni di euro. Cascina Oslera è stata ristrutturata con altri 2 milioni di euro. La Provincia si farà carico di una serie di rotonde nella zona con un investimento di circa 1,8 milioni di euro. Lo scrive La Stampa del 27 ottobre scorso in un articolo che conferma la fine dei lavori entro la prossima primavera.

Confagricoltura Torino accoglie positivamente la novità e tutti gli interventi utili a valorizzare il Parco e le sue strutture. Contestualmente, tuttavia, si chiede per quale motivo l’annosa presenza dei cinghiali e il mancato risarcimento agli agricoltori operanti nell’area per i danni causati dagli ungulati non vengano considerati urgenti quanto gli altri interventi relativi ai una migliore fruibilità della Mandria.

“Ricordiamo alle istituzioni - precisa il presidente di Confagricoltura Torino Paolo Dentis - che le imprese agricole continuano a farsi carico dei costi per i danni provocati dai cinghiali anticipando di almeno due anni il risarcimento da parte dell’ente pubblico. E oggi non c’è neanche più la certezza di essere pagati per il 2012”.

“Se ci fosse una programmazione parallela tra gli interventi di valorizzazione, per i quali le risorse si trovano, e quelli di risarcimento per chi all’interno del Parco vive e lavora mantenendo il terreno agricolo e il contesto paesaggistico, - conclude Dentis  - questa sarebbe una testimonianza di senso civico e correttezza politica in grado di incentivare l’opinione pubblica nella condivisione generale dei progetti”.

Confagricoltura Torino chiede pertanto alle istituzioni di non mettere in secondo piano i vecchi problemi, più volte evidenziati, ma, al contrario, di affrontarli con urgenza per il bene di tutta la popolazione e dei turisti.