Lunedì 18 Dicembre 2017

CEREALI: QUANTITA’ E QUALITA’ OLTRE LA MEDIA, PREZZI STABILI SU QUOTAZIONI ELEVATE

La raccolta dei cereali autunno-vernini, che sta terminando in questi giorni nelle campagne piemontesi, conferma quantità elevata e qualità buona. Dai primi dati elaborati da Confagricoltura Torino si rileva una produzione di grano intorno ai 60-70 quintali/ettaro rispetto ai 45/50 dello scorso anno, e di orzo intorno ai 60 quintali/ettaro rispetto ai 30/35 della campagna 2010/2011.

 

Anche la qualità è buona: per il frumento tenero il peso ettolitrico della granella è intorno ai 70 kg/hl, mentre per l’orzo è di circa 60 kg/hl.

 

Le buone condizioni meteo-climatiche della primavera hanno agevolato il processo vegetativo – confermano i tecnici di Confagricoltura - : non si sono infatti registrati attacchi di particolare rilievo per quanto riguarda le classiche malattie fungine (fusarium, ruggine e oidio).

Quindi il detto “sotto la neve il pane” è stato pienamente rispettato: le abbondanti nevicate di quest’inverno e le ottime condizioni climatiche al momento della semina hanno permesso di ottenere risultati in campo molto positivi. Le criticità sono rappresentate  dalle piogge della scorsa settimana che, oltre a rallentare le operazioni di trebbiatura, hanno leggermente peggiorato le caratteristiche qualitative della granella (che altrimenti sarebbero state eccezionali): prima della pioggia il peso ettolitrico era intorno ai 78-80 kg/hl, sceso ora sui 70 kg/hl.

 

Per quanto concerne i prezzi, la Borsa dei Cereali dell’Associazione Granaria di Milano quota dai 24 ai 24,60 €/quintale per il frumento panificabile e 26-27 €/quintale per i frumenti forza. Per l’orzo il prezzo è intorno ai 23 €/q.

 

Un tempo, al momento della raccolta, i prezzi tendevano sempre a cedere, mentre in inverno e in primavera le quotazioni tornavano a essere interessanti. Quest’anno, anche a trebbiatura ormai avanzata, le quotazioni dei cereali continuano a far registrare tensioni sui prezzi. Ciò è dovuto al livello delle scorte che tendono, negli ultimi anni, a essere modeste, mentre i consumi sono in aumento: in questo mercato tonico, a livello internazionale, si innestano inoltre inevitabili manovre speculative che creano fluttuazioni, anche percentualmente sensibili, delle quotazioni.

“Per gli agricoltori, le cooperative e gli operatori dei mercati cerealicoli è un momento delicato – dichiara Paolo Dentis, agronomo e presidente di Confagricoltura Torino – perché è difficile fare la scelta giusta per assicurare la migliore remunerazione dei cereali. Di qui l’importanza di affidarsi ai consigli dei tecnici e degli esperti, concentrando nei limiti del possibile la produzione e cercando di raggiungere una miglior integrazione di filiera per evitare, nell’interesse di tutto il comparto, allevatori zootecnici compresi, fluttuazioni troppo accentuate dei listini che non consentono di poter gestire con serenità le imprese”.